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Irrazionalismo
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«L'ultimo passo della ragione, è il riconoscere che ci sono un'infinità di cose che la sorpassano; è davvero debole se essa non arriva a riconoscerlo.»

(Blaise Pascal, Pensées, ed.Brunschvicg, nn. *272 e *267)

Lmwdw'mweairrazionalismo è un atteggiamento di pensiero tendente a esaltare unicamente le facoltà extra-razionali della mweqmente, ad esempio l'mwegistinto, l'mwewintuizione, l'mwfaimmaginazione, il mwfqsentimento,cite-ref-2[2] la mwggvolontà cieca, come strumenti privilegiati per la mwgwconoscenza della mwharealtà, mentre la mwhqragione, con i suoi tipici procedimenti come le mwhgdistinzioni, le mwhwdefinizioni e le mwiadeduzioni, è ritenuta insufficiente a spiegare adeguatamente la totalità dell'esperienza.cite-ref-3[3]

Contents

Note

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Tipologie

Si può distinguere un irrazionalismo mwkaradicale o mwkqmetafisico, che nega un qualunque significato, scopo o senso alla realtà o alla mwkgstoria. In quest'ambito rientra anche quello che viene definito mwkwirrazionalismo mwlaontologico nel senso che la realtà si fonda su un principio non razionale come il mwlqcaso, il mwlgfato, la vita stessa intesa come un complesso di avvenimenti imprevedibili e sfuggenti alla direzione della mwlwvolontà umana.cite-ref-4[4]

Vi è poi un irrazionalismo mwnqmoderato o mwngmwnwgnoseologico che nella ricerca della verità non è diretto ad escludere la ragione ma che sostiene l'insufficienza di quest'ultima rispetto a un metodo conoscitivo che, riferendosi «ai sentimenti, alle passioni, agli istinti, all'intuizione, alla fede, all'esperienza estetica», riesca a dare una conoscenza della totalità dell'esperienza nella sua complessità.cite-ref-5[5] Esempi di questa forma di irrazionalismo sono presenti nella storia passata del pensiero come lo mwpascetticismo, che nega ogni tipo di verità, la mwpqmistica nelle varie mwpgreligioni e la mwpwteologia negativa, che basavano la conoscenza sull'mwqaintuizione, e, nella storia della letteratura, il mwqqRomanticismo più misticheggiante e il successivo mwqgDecadentismo, per i quali l'mwqwarte e il mwrasentimento sono gli unici strumenti di vera e profonda conoscenza.

Pensieri di tipo irrazionalista radicale

Già nel primo Ottocento la linea mwrwnazionalista romantica che metteva in discussione la razionalità mwsauniversalista a favore di una verità radicata nell’mwsqmwsgethnos, nella mwswlingua e nella mwtacomunità storica ebbe come figura chiave mwtqJohann Gottfried Herder: per tale autore il sapere è storicamente e linguisticamente ubicato; poiché ogni popolo ha una propria visione del mondo, lo “mwtgspirito del popolo” andrebbe visto come fonte del diritto, della cultura e della verità. La ricaduta mwtwepistemologica di tale approccio è che la mwualogica argomentativa dovrebbe cedere il passo a un’idea organica e mwuqintuitiva della mwugcomunità: non solo la storia, ma la stessa normatività sociale sarebbe governata dall’mwuworganicità comunitaria, non da principi razionali universalicite-ref-6[6].

Verso la seconda metà dell'mwwqOttocento, specie dopo i mwwgmoti rivoluzionari del 1848 in mwwwFrancia, crebbe in mwxaEuropa un profondo disprezzo per il mwxqpositivismo di mwxgComte e l'mwxwidealismo mwyahegeliano, accusati di aver formulato una concezione astratta della realtà come frutto di una riflessione teorica che, basata sull'mwyqAssoluto e sul mwygfideismo mwywscientista del mwzaprogresso tecnologico, ignorava la concretezza della mwzqvita e il valore dei mwzgsentimenti umani; la fede nella tecnologia venne quindi screditata da un irrazionalismo antitetico ad essa, che trovò espressione nella produzione mwzwpoetico-mwaaletteraria e nelle mwaqcorrenti artistiche della mwagmwawfin de siècle (mwbasimbolismo, mwbqmodernismo e mwbgdecadentismo).

Schopenhauer

L'irrazionalismo del pensiero di mwdqSchopenhauer si rileva nella teoria della vita come manifestazione cieca di un principio arbitrario e alternativo alla ragione: una insopprimibile mwdgvolontà di vivere, sfrenata e irrazionale, che non persegue nessuno scopo mwdwfenomenico se non quello di accrescere se stessa. La volontà di vivere produce mweadolore ma non per se stessa o per una sua connotazione maligna, poiché essa è puro "mweqnoumeno".cite-ref-7[7] Il dolore infatti nasce quando la volontà di vivere si oggettiva nei corpi che volendo vivere esprimono una continua tensione, sempre insoddisfatta, verso quella vita che appare loro come sempre mancante di quanto essi vorrebbero. Quanto più si ha brama di vivere tanto più si soffre. Quanto più si accresce la propria vita arricchendola tanto più si soffre.

«Noi ci illudiamo continuamente che l'oggetto voluto possa porre fine alla nostra volontà. Invece, l'oggetto voluto assume, appena conseguito, un'altra forma e sotto di essa si ripresenta. Esso è il vero demonio che sempre sotto nuove forme ci stuzzica».

»

La volontà, essendo irrazionale e cieca, annulla ogni visione del mondo come mwhateleologicamente organizzato. Ordine e armonia lasciano spazio a follia, pulsioni e irrazionalità dettate dalla volontà che è l'essenza, la cosa in sé di ognuno.

In contraddizione tuttavia col carattere imperscrutabilecite-ref-9[9] e ineluttabile del suo irrazionalismo, dal quale non vi sarebbe via d'uscita senza riconoscere all'uomo una qualche possibilità di scelta consapevole, Schopenhauer pone all'uomo un compito razionale e morale di liberazione dal dolore attraverso l'auto-negazione della volontà di vivere: l'mwigascesi.

«L'identità del soggetto del conoscere e di quello del volere appare anche qui come un prodigio. Può mai infatti

conoscere

la volontà? Può la volontà fare altro che volere? E d'altra parte, può la conoscenza guidare la volontà, che è ciò che guida, ciò che crea il mondo?

»

(Manoscritti 1804-1818cite-ref-11[11])

Schopenhauer dunque, sostenendo a differenza di Nietzsche che «solo l'eliminazione della volontà di vita in generale può liberarci»cite-ref-12[12], non svaluta completamente il ruolo della mwmqragione, concepita platonicamente come espressione della mwmgvita stessa che vuole conoscersi diventando consapevole di sé:

«La volontà è la cosa in sé di

Kant

; e l'

idea

di

Platone

è la conoscenza pienamente adeguata ed esauriente della cosa in sé, è la volontà come oggetto.»

(Manoscritti 1804-1818cite-ref-13[13])

Questa consapevolezza coincide con l'auto-negazione della volontà e permette così di uscire dal mwoqciclo insensato dei mwogdesideri, mwowmorti e mwparinascite.cite-ref-14[14]

Nietzsche

«L'irrazionalità di qualcosa non è affatto una ragione contro la sua esistenza, ma piuttosto una condizione di questa.»

(Umano, troppo umano, in L'uomo solo con se stesso, aforisma 515)

Esponente di un irrazionalismo radicale esteso sino alle ultime conseguenze è quello di mwsaNietzsche, che esalta l'aspetto vitale e "mwsqdionisiaco" dell'essere umano in contrapposizione a quello mwsgriflessivo e "mwswapollineo". Da qui l'esaltazione della volontà, intesa come mwtavolontà di potenza, quale principio fondamentale da cui nasce ogni azione o pensiero, inclusa la filosofia stessa che risulta così non più vincolata da mwtqcriteri logici in base ai quali poter distinguere il mwtgvero dal falso, il mwtwbene dal mwuamale. La mwuqragione, strumento mwugfilosofico per eccellenza, nega se stessa, al fine di liberare dal suo dominio la spontaneità del mwuwpensiero.

Bataille

Anche mwvgGeorges Bataille, filosofo del limite, ha esplorato i confini oscuri dell'mwvwesperienza umana attraverso i temi del mwwasacrificio, dell'mwwqerotismo e della mwwgmorte, rifiutando il principio mwwweconomico dell'ordine razionale, assegnando invece un primato al dispendio improduttivo della «parte maledetta», cioè allo spreco intenzionale di mwxaenergia non basato sull'mwxqutile, ma rivolto ad attività «mwxgaltre», mwxwsacre, o di scarto, che trascendono la logica convenzionale.cite-ref-15[15]

Estetismo, futurismo, dadaismo

Connesso all'irrazionalismo è pure l'mwzgestetismo, sorto a cavallo tra mwzwOttocento e mw0aNovecento, presente in particolare nel mw0qdannunzianesimo, dove più che una formulazione teorica esso diventa un vero e proprio stile di vita. Nel romanzo mw0gmw0wIl piacere, ricco di elementi autobiografici, mw1aD'Annunzio descrive come l'esteta si lasci guidare unicamente dal perenne fluire delle mw1qsensazioni, senza più seguire un ordine logico né morale.

In ambito artistico-letterario il tema dell'irrazionalismo, come reazione alla tendenze mw1wpositiviste e razionaliste della società borghese, lo si ritrova sia nel mw2adecadentismo, sia soprattutto nel suo contraltare: il mw2qfuturismo.cite-ref-16[16] In esso prevale l'esaltazione della mw3gtecnologia e del mw3wprogresso, accompagnata da un rifiuto degli schemi precostituiti e delle regole tradizionali. L'uso delle "mw4aparole in libertà" testimoniano ad esempio la volontà di trasgredire la logica dei costrutti sintattico-grammaticali,cite-ref-17[17] mentre l'attivismo e l'ebbrezza del vivere vengono celebrati come elementi portanti del suo mw5qmanifesto.

Infine rientra nell'irrazionalismo la corrente estetica del mw5wdadaismo che, nata come protesta contro il barbarismo della mw6aprima guerra mondiale, in seguito divenne una sorta di mw6qnichilismo artistico. La ragione e la logica avevano lasciato all'umanità gli orrori della guerra, e l'unica via di salvezza era il rifiuto della logica per abbracciare l'mw6ganarchiacite-ref-18[18] e l'irrazionale. Tuttavia è stato osservato come l'anarchia e il rifiuto dei valori e dell'ordine conservi una certa razionalità: la distruzione sistematica dei valori, non è irrazionale, se si pensa che debba essere messa in atto.cite-ref-19[19].

Irrazionalismo nella scienza

Si parla di irrazionalismo nella mw9qscienza per designare quelle forme di pensiero filosofico che non condividono la validità del mw9gmetodo scientifico. Tra le figure di spicco di questa corrente vi è mw9wPaul Feyerabend, portatore di un sostanziale mw-ascetticismo, che nega il carattere razionale della scienza e la possibilità di costruire forme di mw-qconoscenza logicamente giustificabili.cite-ref-20[20]

Il dibattito sull'irrazionalismo del Novecento

La questione dell'irrazionale viene dibattuta in particolar modo nel mwaqaNovecento per la sua connessione politica alle mwaqeideologie fondanti dei principali mwaqiStati mwaqmtotalitari d'mwaqqEuropa che si erano venuti a costituire dopo il disastroso esito della mwaquGrande Guerra, ovverosia il mwaqyTerzo Reich (mwaqcnazismo), il mwaqgRegno d'Italia (mwaqkfascismo) e l'mwaqoUnione Sovietica (mwaqscomunismo).cite-ref-21[21]

Il nazismo si rifaceva apertamente al pensiero di mwareFriedrich Nietzsche, o piuttosto alla versione distorta dalla sorella mwariElisabeth Förster-Nietzsche, e anche all'opera di mwarmOswald Spengler mwarqmwaruIl tramonto dell'Occidente, dove, richiamandosi alle teorie irrazionalistiche del mwaryvitalismocite-ref-22[22] si sosteneva che tutte le civiltà attraversano un ciclo naturale di sviluppo, fioritura e decadenza, e che l'Europa, vittima di un angusto materialismo e del caos urbano, si trovava nell'ultimo stadio: l'inverno di un mondo che aveva conosciuto stagioni più fruttuose. L'Europa, a meno di riuscire a purificarsi e ripristinare i suoi valori spirituali e il suo ceppo originario, sarebbe caduta preda di politiche selvagge e di guerre di annientamento.

Influenzato da mwarwGoethe, da mwar0Wilhelm Dilthey, da Nietzsche (in particolare dalla sua teoria dell'mwar4Eterno ritorno) e dal mwar8pensiero greco, Spengler intendeva la storia come un costante processo di decadimento a cui bisognava reagire con l'instaurazione di uno Stato fortemente autoritario, in parte vicino a quello preconizzato dai nazisti.cite-ref-23[23]

Il fascismo vedeva nella «filosofia della violenza» di mwasuGeorges Sorel una base della sua ideologia, mentre il mwasymarxismo si doveva confrontare con le teorie irrazionalistiche del mwasccomunismo anarchico-mwasgrivoluzionario così come teorizzato da mwaskMichail Bakunin.

mwassGyörgy Lukács nella sua opera del mwasw1934 mwas0La distruzione della ragione si proponeva di dimostrare come il diffuso irrazionalismo in Occidente, da mwas4Friedrich Schelling a Nietzsche, non fosse altro che l'espressione della crisi della classe borghese che tentava di giustificare così la sua volontà di potenza e la politica mwas8imperialista.

In opposizione a Lukacs la mwatescuola di Francoforte ha elaborato la teoria del "pensiero negativo", riprendendo i temi "irrazionalistici" di Nietzsche e il mwatineopositivismo logico ha rilevato componenti irrazionalistiche nella convinzione della impossibilità di definire linguisticamente la realtà senza senso del mondo (mwatmLudwig Wittgenstein) e di dimostrare la validità dei valori morali e sociali dell'essere umano.cite-ref-24[24]

Espressione dell'irrazionalismo moderno è il pensiero di mwatkMartin Heidegger nella sua fase finale, che sostiene che il pensiero dell'uomo va oltre quello che la metafisica e le scienze hanno cercato di fissare mwatodogmaticamente facendo sì che «... il pensiero incomincerà solo quando si renderà conto che la ragione glorificata da secoli è la più accanita nemica del pensiero»cite-ref-25[25]

Accuse di irrazionalismo sono state rivolte da mwauaKarl Popper anche alle filosofie di mwaueHegel e mwauiMarx, per avere elevato la mwaumcontraddizione a caratteristica fondamentale della realtà: secondo Popper, sostenere che la realtà è intimamente contraddittoria significa sottrarsi ai criteri della mwauqlogica e quindi, con fare disonesto, al rischio stesso di poter essere confutati dai fatti. Essendo palesemente contraria al mwauuprincipio di non-contraddizione, che dovrebbe guidare non solo la scienza ma anche l'agire politico, la mwauydialettica hegeliano-marxista non può quindi avere nessun valore reale e ontologico.cite-ref-26[26]

Anche la mwauwpsicoanalisi viene accusata di irrazionalismo che viene confuso con l'mwau0inconscio la cui analisi è invece diretta alla ricostruzione della razionalità della coscienza:

«La psicoanalisi ha quindi spostato il centro di gravità dell'indagine psicologica dalla sfera conscia all'inconscia, interpretando il comportamento umano alla luce del suo passato infantile e irrazionale; da qui parte l'accusa di irrazionalismo rivolta a questa dottrina.

Possiamo invece affermare che Freud ebbe il coraggio scientifico di non trascurare ciò che pareva assurdo e di non accontentarsi di ciò che pareva coerente, cercando di rintracciare il processo di costruzione della ragione, permeata di desideri, svelando le interferenze e le distorsioni rispetto alla realtà, operate dei processi inconsci.

Freud ha cioè scoperto un nuovo aspetto del reale, distruggendo non il valore della coscienza, ma le pretese della falsa coscienza, disvelando come questa travesta e giustifichi quei moventi che non vuole riconoscere: - «Con tutto ciò» - scrive Freud - «non è detto che la qualità della coscienza abbia per noi perduto il suo significato. Resta la sola luce che splende nell'oscurità della vita psichica e ci guida» -.

Questa scoperta di un campo del reale, scoperta che è frutto della ragione, esprime una profonda tensione razionale a conoscere ed esaminare forze ed impulsi che, nel regno della naturalità immediata, ci dominano; aspetto questo che lega Freud alla cultura della tradizione illuministica, convinta che il sonno della ragione genera mostri.cite-ref-27[27].»

Note

cite-note-11. mwavk(mwavomwavsEN) Alexander Nehamas, mwavwmwav0The Sleep of Reason Produces Monsters, in mwav4"Representations", vol. 74, n. 1, 2001, pp.mwav8 37–54, mwawaDOI:mwawe10.1525/rep.2001.74.1.37.
cite-note-22. L'mwawuintuizione e i mwawysentimenti, tuttavia, non sono considerate facoltà meramente "irrazionali" dai maggiori sistemi filosofici razionali, che anzi attribuiscono loro una notevole importanza. Ad esempio mwawcAristotele nel mwawgTrattato sulle passioni dell'anima, o mwawkSpinoza nellmwawo'mwawsEthica Ordine Geometrico Demonstrata, considerano l'intuizione una facoltà sovra-razionale capace di accedere a quei princìpi primi che sono a fondamento della mwawwlogica.
cite-note-33. mwaxaEnciclopedia Treccani alla voce corrispondente
cite-note-44. Ubaldo Nicola, mwaxqAtlante illustrato di filosofia, Giunti Editore, 2000 p.460
cite-note-55. mwaxgSapere.it alla voce corrispondente
cite-note-66. mwaxwAlasdair MacIntyre, mwax0After Virtue, 3ª ed., University of Notre Dame Press, 2007 [1981].
cite-note-77. «Il mondo come cosa in sé è una grande volontà che non sa cosa vuole; essa infatti non sa ma vuole soltanto, proprio perché è volontà e nient'altro» (mwayeManoscritti 1804-1818, in mwayiDer Handschriftliche Nachlass, vol. I, p. 170, DTV, München-Zürich 1985).
cite-note-82. A. Schopenhauer, mwayyIl mondo come volontà e rappresentazione, I, 52 in mwaycGrande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, vol. XIX, p.143
cite-note-99. «In generale la conoscibilità [...] appartiene solo all'ambito della manifestazione [...] Ma se lasciamo il mondo, e cerchiamo di rispondere a quegli interrogativi, lasciamo il terreno su cui solo è possibile la conoscenza: al di là è tutto mwaysinstabilis tellus, mwaywinnabilis unda [terra instabile, mare non navigabile]» (mway0Il mondo come volontà e rappresentazione, 1859, in mway4Sämtlich Werke, vol. II, p. 823, Cotta-Insel, Stuttgart-Frankfurt, 1960-1964).
cite-note-103. La volontà che conosce è una volontà che cessa di volere, perché appunto conosce.
cite-note-1111. In mwazuDer Handschriftliche Nachlass, vol. I, p. 170, DTV, München-Zürich 1985.
cite-note-1212. mwazkManoscritti 1804-1818, in mwazoDer Handschriftliche Nachlass, mwazsibid., p. 391.
cite-note-1313. mwaz8Ibidem, p. 291.
cite-note-1414. David E. Cartwright, mwaamHistorical Dictionary Of Schopenhauer's Philosophy, Scarecrow Press, 2005, p. 21.
cite-note-1515. mwaac(mwaagmwaakEN) Moses May-Hobbs, mwaaomwaasThe Accursed Share: Georges Bataille on War, Luxury and Economics, su mwaawthecollector.com, 2022.
cite-note-1616. L'accostamento del mwabafuturismo all'irrazionalismo lo si deve a un suo detrattore, mwabeBenedetto Croce, che gli contestava «l'irrisione verso la tradizione storica» (cfr. Salvatore Cingari, mwabiBenedetto Croce e la crisi della civiltà europea, pag. 329, Rubbettino, Catanzaro 2003).
cite-note-1717. Un esempio di utilizzo di parole in libertà è dato dal libro mwabyZang Tumb Tumb di mwabcFilippo Tommaso Marinetti (1914).
cite-note-1818. Stefano D'Errico, mwabsAnarchismo e politica nel problemismo e nella critica all'anarchismo del ventesimo secolo, pag. 226, Mimesis, Milano 2007.
cite-note-1919. Fred S. Kleiner; Christin J. Mamiya (2005). mwab8Gardner's Art Through the Ages.
cite-note-2020. Paul Feyerabend, mwacmContro il metodo (1975).
cite-note-2121. «La materializzazione dell'irrazionalismo in fenomeni collettivi è per Croce il "totalitarismo", termine che accomuna comunismo, fascismo e razzismo, ossia ogni ideologia che ponga se stessa come un'universale senza individualizzamento'» (In mwaccItalia contemporanea, Edizioni 146-149, Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione., 1982 p.66)
cite-note-2222. mwacsEnciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce "Irrazionalismo"
cite-note-2323. Fortunato Maria Cacciatore, mwac8Indagini su Oswald Spengler, Rubbettino Editore, 2005 p.14
cite-note-2424. mwadmEnciclopedia Garzanti di Filosofia, ibidem
cite-note-2525. M. Heidegger, mwadcLa sentenza di Nietzsche «Dio è morto», in mwadgSentieri interrotti, La Nuova Italia, Firenze 1979, p.246
cite-note-2626. Karl Popper, mwadwLa società aperta e i suoi nemici. Hegel e Marx falsi profeti, vol. II (1945).
cite-note-2727. Elena Zamorani, mwaeaFreud e la psicanalisi in AA. VV., mwaeeStoria del pensiero filosofico e scientifico dall'Ottocento al Novecento, sezione settima, mwaeiLo sviluppo della razionalità scientifica e i suoi riflessi sulla filosofia, prima edizione ottobre 1971, Aldo Garzanti editore s.p.a.(s.l.), voll. 9, vol. 5°, pagg. 712 - 713

Bibliografia

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• Simona Cigliana, mwaekFuturismo esoterico. Contributi per una storia dell'irrazionalismo italiano tra Otto e Novecento, Liguori, 2002 ISBN 8820732955
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• mwafiThomas S. Kuhn, Paul K. Feyerabend, mwafmL'irrazionalismo in filosofia e nella scienza, a cura di A. Crescini, La Scuola editore, 1989 ISBN 8835081009

Collegamenti esterni

• citerefdizionario-di-filosofiairrazionalismo, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) irrationalism, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.